RADUNI NAZIONALI
Conselve 05/10/2025
celebrazioni del 20° anniversario del Monumento ai Fanti di Marina del San Marco.
Un’opera fortemente voluta dai soci fondatori e resa possibile grazie all’iniziativa di Leone Ivan Garbinato, allora residente a Conselve (PD). Nel basamento del monumento è custodita una bottiglia con una pergamena che reca i nomi di quanti hanno contribuito alla sua realizzazione: un segno tangibile della nostra memoria collettiva.
Da Nicola Tropeano:
Non potevo mancare alla celebrazione del 20° anniversario del nostro monumento dedicato ai Fanti di Marina del San Marco. Dopo vent’anni, rivedere quel globo mi ha colpito profondamente: oggi appare ancora più attuale di allora.
L’opera dell’artista, l’arch. Oscar Cavallaro, con quel pezzo mancante della nostra Terra e le fratture che la attraversano, rappresenta in modo quasi profetico le sofferenze del mondo attuale. È come se avesse intuito, con uno sguardo rivolto al futuro, ciò che l’umanità si sarebbe trovata a vivere.
Non sorprende che chi ha indossato una divisa — o la indossa ancora — sia spesso più vicino alla pace di chi, proclamandosi pacifista, finisce per distruggere, ferire e minacciare la nostra civiltà. C’è chi parla di pace, ma diffonde violenza e odio. E c’è chi conosce davvero il valore della pace, perché ha vissuto la guerra e, in alcuni casi, ne ha pagato il prezzo.
Il riferimento non è astratto né casuale: basta guardare a quanto accaduto nelle piazze italiane il 3 e 4 ottobre scorsi.
Tornando al nostro monumento, rivederlo — con i segni lasciati dal tempo — ha riacceso in me emozioni che sembravano lontane, e invece erano ancora vive, come se fossero state vissute solo pochi attimi prima.
Indimenticabile l’immagine di due veterani del San Marco, allora ultraottantenni: Giacomino Pieri, che combatté con il San Marco del Sud, e Mario Abriani reduce della Divisione di Fanteria di Marina San Marco del Nord. Si sono abbracciati sotto quel monumento, suggellando simbolicamente la pace tra loro — una pace che molti, ancora oggi, faticano a riconoscere, come se fosse disonorevole ammettere che anche i vinti combatterono per ciò in cui credevano.
Ma il monumento di Conselve non è solo memoria. È anche un richiamo al coraggio e all’orgoglio di chi difese la nostra terra dall’invasione austro-ungarica, che mirava a occupare Venezia. Persino il pennone su cui sventola il Tricolore della Marina Militare custodisce un dettaglio poco noto: un piccolo triangolo inciso nel metallo indica la direzione in cui si trova Venezia.
Quel Tricolore richiama simbolicamente un momento storico preciso: la Bandiera di Combattimento che il sindaco di Venezia, Filippo Grimani, consegnò al Capitano di Fregata Giuseppe Sirianni il 19 maggio 1918, in Piazza San Marco, destinata al Reggimento Marina.
L’anno successivo, il 17 marzo 1919, il conferimento ufficiale del nome “San Marco” al reparto della Marina avvenne con il Regio Decreto n. 444, firmato da Vittorio Emanuele III. In quell’occasione, la città di Venezia concesse al reparto anche il proprio stemma cittadino — il leone alato di San Marco — affinché fosse adottato come simbolo ufficiale.
Fu un gesto di riconoscenza verso i fucilieri di Marina, che durante la guerra avevano difeso Venezia e il territorio lagunare con valore e sacrificio.
La cerimonia di ieri ha visto una partecipazione sentita da parte dei soci presenti. Il vicepresidente Gianni Carraro e il presidente della sezione Triveneto, Severino Pasqual, si sono prodigati per la riuscita dell’evento — forse con la complicità di Eolo, che mezz’ora prima dell’inizio ha spazzato via nubi e pioggia.
Ma il socio di cui voglio parlarvi è Vittorio Tiso, un energico novantenne che non è mai mancato a un raduno del Leone di San Marco. Ieri, fiero di poter ancora dire “io c’ero”, si è schierato inquadrato tra ragazzi molto più giovani di lui, rispondendo con prontezza a ogni comando: “Attenti!”, “Riposo!” — e soprattutto, cantando a squarciagola l’inno del San Marco.
Un ringraziamento particolare va al Sindaco, dott. Umberto Perilli, e a tutta l’amministrazione comunale per l’accoglienza e la collaborazione. Un grazie sentito anche al Presidente Nazionale, Claudio Mazzola, che ha voluto essere presente alla manifestazione, e ai Leoni intervenuti.
Un grazie speciale va ad Antonio Scordari, che si è messo a disposizione con grande disponibilità per supportarmi.
Il ringraziamento più profondo, però, è per la rappresentanza della Brigata Marina San Marco, presente grazie al Sottotenente di Vascello Americo Bianchi e a tre fucilieri di Marina, giunti appositamente da Brindisi per partecipare alla cerimonia, facendo rientro alla base in meno di 48 ore.
E non posso dimenticare di ringraziare la sezione Triveneto e il suo Presidente Severino Pasqual, che mi ha reso l’onore di condurre ancora una volta la cerimonia, proprio come avevo fatto vent’anni fa.